Torniamo? e torniamo va…
Sono mesi che non scrivo qui…l’ultima volta che ho usato in maniera decente il pannello di WordPress era tutta un’altra storia, oggi mi perdo addirittura tra i comandi. Alcuni di voi (quelli più lontani e che mi sentono meno) si chiederanno che fine io abbia fatto, che cosa è successo, il perchè di questo periodo di silenzio. E’ successo tanto, i 5 mesi che sono passati sono stati densi di avvenimenti, di novità, di colpi di scena, di delusioni e di momenti molto belli.
Vi avevo lasciato che ero nel mezzo di un momento di stasi dopo aver perso il lavoro. Inutile dirvi che la storia con Elisa è naufragata anche e soprattutto per questo motivo, ma non solo. Non mi dilungo oltre su questo però perchè alla luce delle sue alzate di scudi nel periodo successivo francamente non ne vale la pena. Dalla metà di Marzo mi sono fatto due mesi e mezzo da completo disoccupato…ricaduto in un circolo vizioso di frustrazione che già ben conoscevo e dal quale non riuscivo a smuovermi. Quando non hai prospettive e non hai speranze a breve, tenersi su col morale è difficile. Fatto sta che come un fulmine a ciel sereno, verso la fine di Maggio si è prospettata la possibilità di accedere ad un posto di lavoro presso un quotidiano che ha la sede a Roma e che preferisco non nominare per motivi di anonimità web. Il quotidiano, titolare anche di un’etichetta discografica, aveva bisogno di un addetto alla gestione (e al riempimento) del nuovo sito web musicale. In sostanza un impiego in un altro ufficio marketing ma con mansioni primarie molto più vicine alle competenze che ho acquisito per conto mio sul web che non a quelle acquisite durante gli anni di studio. Non è un posto fisso, le speranze che a Dicembre io sia ancora lì sono poche visti i recenti tagli all’editoria, ma per il momento si va avanti.
Cos’altro dire? che è andata di lusso anche per le ferie, una settimana in Salento ospite da Gabry e le sorelle mi hanno rivelato l’ennesima zona d’Italia che non conoscevo e gli ennesimi lidi fantastici. Forse il mare non batte quello delle Eolie, ma in quanto a luoghi e cose da fare il Salento è quasi inarrivabile…ed in più alcune delle persone conosciute giù studiano qui a Roma, quindi avrò modo di rivederle.
Altre cose? Per ora niente d’importante…se non che sto ampliando continuamente i confini di me stesso, sto crescendo a tanti livelli e molte delle cose che una volta mi sembravano scogli insormontabili adesso sono ordinaria amministrazione. Anche e soprattutto l’aplombe con cui spesso passo oltre a situazioni e momenti che un tempo mi avrebbero colpito e affossato. E’ soprattutto questo quello che per me conta, ma è sostanzialmente qualcosa che non interessa a nessuno, di cui parlerei volentieri ma che annoierebbe un pò tutti. Saluti e a presto!
P.S se volete vedere qualche foto del Salento le trovate qui e se avete un profilo MySpace commentate pure (e magari aggiungetemi
)
Casa “dolce” casa
Rieccoci qua….terminata la parentesi di lavoro sono di nuovo a casa ad aspettare che qualcosa si smuova. Ho avuto sfiga ragazzi…..sappiatelo. La stessa esperienza l’aveva fatta un altro ragazzo lo scorso anno, ed alla fine anzichè fare un mese ne aveva fatti ben tre, nei quali era riuscito nell’impresa di litigare quasi passando per le vie di fatto con il capoufficio.
Io dal mio canto invece, oltre a lavorare in tempi pressocchè perfetti, nonostante ci siano stati diversi intralci al di fuori della mia sfera d’azione, avevo instaurato buone relazioni un pò con tutto l’ufficio marketing. Per farvi capire, l’ultimo giorno siamo partiti in 8 per andare a pranzo tutti assieme, mi è stato più volte manifestato da più colleghi il dispiacere per il fatto che in questo momento non si fossero presentati spiragli utili per una mia permanenza. Insomma….credo di aver beccato proprio una bella fase di stallo in questo senso.
E dunque…di nuovo in questa stanza, sperando che le ruote si stiano muovendo non solo per una futura occupazione, ma anche semplicemente per i soldi che devo prendere per questo lavoro, che ovviamente non sono ancora arrivati…mentre la testa va verso Livorno, meta al momento irraggiungibile visto lo zero fisso sul conto in banca.
Livorno
Mi prendo un post intero, lungo, per raccontare minuziosamente quanto è successo a Livorno. Addentratevi se siete curiosi…altrimenti sappiate solo che da Domenica la mia vita è cambiata.
Il tempo vola
Questo periodo sta decisamente volando. Ho iniziato 20 giorni fa con questo nuovo lavoro, e le giornate si sono susseguite a ritmo indiavolato, intervallate (specialmente in questa settimana che va a chiudersi) da un mare di uscite serali.
Le cose da dire sono tantissime. Intanto mi trovo benissimo in ufficio, sembrerà strano ma è così. Si lavora in un clima sempre abbastanza disteso ma allo stesso tempo concentrati, si va in pratica quotidianamente a pranzo insieme e le ore di lavoro passano in maniera abbastanza spensierata ma allo stesso tempo produttiva.
Il lavoro consisteva in due fasi distinte: nella prima (che ho finito esattamente dopo due settimane) dovevo riordinare un mare di fax provenienti dalle banche circa un’iniziativa di vendita tenutasi nel periodo di Natale. Dopo averle suddivise in base all’istituto dovevo registrare le varie schede in un foglio Excel predisposto. Il risultato finale (da conteggio eseguito) parlava di 3453 fax memorizzati su supporto Excel in circa 10 giorni effettivi di presenza in ufficio, un lavoro immane che per fortuna non è comunque pesato.
In questa seconda fase mi sto occupando invece di consultare dei file in Excel su cui sono riportati dei bonifici con tanto di causale, fax sempre relativi alla stessa iniziativa. In questo lavoro devo registrare su appositi file (sempre Excel) i cab delle banche riconoscibili ed il totale versato, questo sempre (come nel caso del primo lavoro) per avere dei dati a fini statistici su cui operare dei mirati studi di marketing. Anche in questa fase le pagine elettroniche sono tutt’altro che poche, e francamente mi sto stupendo di come però certi lavori immani possano essere talvolta affrontati con leggerezza d’animo.
Riguardo il resto…beh, al momento non ho più tempo di scrivere ma prometto….aggiorno strapresto con il resto delle novità. Per ora un saluto ed un abbraccio a voi che mi leggete
Back to work!
Altro brevissimo intervento, del resto non mi passa niente di scrivere al pc in maniera elaborata dopo aver passato 8 ore circa su Excel. Mi hanno passato un lavoro nell’ufficio Raccolta Fondi del Comitato Italiano per l’Unicef. Un mese per inserire dentro un foglio Exceli dati provenienti da un mare di fax circa un’iniziativa di vendita che c’è stata sotto Natale nelle banche. Un lavoro abbastanza umile che mi auguro corrisponda all’inizio di un rapporto lavorativo che magari possa diventare stabile da qui a qualche tempo. Erano anni in fondo che aspettavo di poter fare qualcosa lì, qualsiasi cosa fosse, per potermi giocare una carta. Ora ci sto, vediamo cosa ne viene fuori.
La cacciata
E così….dopo un periodo di stress non indifferente è giunta al termine l’esperienza al call-center. Nonostante i risultati parlassero di una qualità di contatti semplicemente superba se confrontata a quella di tutti gli altri operatori, è stato ritenuto che il numero dei miei contatti non fossero sufficienti per poter definire adeguati i miei risultati. In sostanza ciò che esce fuori è che i call-center preferiscono parlare con centinaia di persone e ottenere una percentuale bassissima di contratti chiusi piuttosto che mandare consulenti da persone che quasi sicuramente chiuderanno i contratti e che in genere garantiscono l’attivazione di molteplici linee.
Ora ho un problema: trovare lavoro. Dall’altra parte sono sollevato perchè nell’ultimo mese ho campato con una continua spada puntata sul collo e non era certo una situazione ideale. Pian piano comunque racconterò un sacco di cose di quest’esperienza, quantomeno perchè vorrei che si sapesse come funzionano certi posti. Mi auguro intanto che in tanti finiscano inghiottiti dal loro stesso modo ottuso di gestire gli affari, magari andando sotto padrone per qualche giorno e vivendo le stesse situazioni che si vivono alle loro dipendenze forse ci penserebbero due volte prima di applicare certi metodi di lavoro…
L’altalena
Rieccomi qua…non aggiorno spesso, ma devo dire che da un pò di tempo a questa parte non succedono poi tantissime cose…non parlo in generale, parlo soprattutto di quello che realmente ho voglia di condividere qui con lo sparuto gruppo di lettori che vengono dal forum e dal MySpace che ho aperto qualche tempo fa.
Che dire? Beh, innanzitutto che l’altalena del titolo è l’oggetto che sintetizza perfettamente molte cose di questo periodo. Dal punto di vista lavorativo, dopo un inizio anno duro ho ritrovato qualche giorno da leone per poi ricadere nuovamente in un limbo di improduttività incredibile. La cosa strana è che quando le cose vanno sembro il centralinista perfetto, anche come QUALITA’ dei contatti. Quando le cose non girano per quanto mi danni sembro un perfetto cretino. Nei giorni produttivi avevo accumulato risultati per quelli a venire, ergo magari non combino niente in questi giorni e poi il pomeriggio mi chiudono contratti multipli…va bene? Va male? Boh…l’unico punto fermo è l’impegno, ma pare non bastare sempre.
Altalena anche sul portare avanti o meno questo blog. Non voglio smettere di scrivere, intendiamoci. Ma da quando utilizzo MySpace più spesso mi comincia a pesare il fatto di avere un blog di qua e alcuni contatti di là. Per contro WordPress è una piattaforma tecnicamente quasi impeccabile, questo è il mio blog da quasi due anni ormai e l’indicizzazione è abbastanza buona. Non che mi freghi avere chissà che pubblico…ma insomma…sono un pò indeciso, sarò sincero…
Altalena morale? Forse si. Sebbene riesca a mantenere (e questa è già una grandissima cosa) la mia dose minima di ottimismo, sono ancora vittima di sbalzi eccessivi forse. Passo da giorni in cui potrei smuovere montagne, a giorni in cui pur professandomi positivo e risolutore evidentemente non riesco poi ad incidere come vorrei. Sarò pignolo con me stesso forse…fatto sta che, ne sono certo, riuscissi a stabilizzarmi un pò di più ( e sto lavorando per questo) probabilmente le cose andrebbero anche meglio di ora. Del resto, per il principio di azione-reazione, più uno riesce ad essere tonico nel morale, più teoricamente le cose si piegano per il verso giusto con frequenza. In ogni caso la freccia punta decisamente verso il positivo, devo solo imparare a tenerlo presente sempre…
Uff che salitona…
Eh si…è cominciato decisamente in salita questo fatidico 2008. Dopo lo strabiliante capodanno di cui ho parlato nell’ultimo post, è ovviamente ricominciata la routine. E al lavoro, nonostante siano passate le feste, le cose vanno in maniera che davvero non riesco a comprendere.
Rientro il 3 Gennaio…e vedo subito che la situazione è rimasta identica a prima delle feste. Nonostante ciò setto un appuntamento con un tizio che mi chiude poi un contratto con ben 6 Usim+ telefoni in comodato. In pratica un quarto di ciò che serve per arrivare al premio di fine mese. Scoperta questa cosa lunedì, ero pronto a farmi una settimana sulle ali dell’entusiasmo. E invece passano i giorni ed incomincio uno dopo l’altro ad inanellare giornate disastrose, complice anche un disturbo del sonno per il quale a metà nottata per tre giorni di fila mi sono svegliato e ho passato almeno un paio d’ore a rigirarmi nel letto.
A metà settimana mi sono autoconvinto del fatto che, sebbene molto dipenda anche da chi contatto, sicuramente il mio approccio poteva essere migliorato. Faccio training autogeno e finalmente ritrovo una nottata liscia senza risvegli indesiderati…arrivo al lavoro fresco come una rosa, passo una mattinata in totale serenità senza scompormi mai ma non concludo nulla. Tra l’altro in mattinata la responsabile mi convoca in sala riunioni per chiedermi dove sia il problema, le rispondo in tutta franchezza che sto cercando di migliorare sul mio approccio al lavoro e che già in mattinata ero convinto che qualcosa sarebbe cambiato. Per tutta risposta lei aveva già notato questo mio piglio diverso e non solo…ha aggiunto che non è un problema di capacità poichè il consulente che ha curato la chiusura delle 6 Usim di pochi giorni prima aveva elogiato la preparazione che secondo lui avevo fatto al suo operato, probabilmente spinto in questo da una particolare buona disposizione riscontrata nel cliente.
Proseguo oggi sul medesimo filo di ieri…serenità, calma, mente sgombra e soprattutto convinzione nei miei mezzi. Ma la mattinata non si sblocca…tanti richiami ottenuti (quindi carne al fuoco per la prossima settimana) ma nessun papabile acquirente. Tutto così finchè verso mezzogiorno e mezzo non mi capita di contattare un attuale cliente della 3 che pare essere interessato ad avere dei pc in comodato. Preso dal sacro furore di chi sente la svolta ad un passo richiedo la partita IVA come da prassi per chi già ha un contratto aziendale con 3 e richiedo il controllo al terminale, nel frattempo saluto l’interlocutore annunciando una nuova telefonata da lì a poco. Dal controllo risulta che la partita IVA non è registrata presso la nostra agenzia, ovvero che il signore è cliente riservato e che non è quindi possibile prendere appuntamento. Ho cercato di contenere lo sconforto ma sostanzialmente la giornata si è chiusa lì…su un contatto gestito brillantemente e non utilizzabile per un’insana regola di non competitività fra agenzie della 3…
A tirare le somme…un appuntamento per lunedì pomeriggio rifissato dai saltati di Dicembre ed una quindicina almeno di potenziali acquirenti da richiamare, molti dei quali per statistica accertata alla fine non ne vorranno sapere. Questo mi dimostra ancora di più come in questo lavoro, per quanto tu possa metterci l’anima e il cuore, vai bene solo se sei abbastanza figlio di puttana e paraculo. Non essendo il mio caso, mi potrò anche far viola e potrò anche avere un’ottima telefonata come mi dicono sempre (e come so di avere) ma i risultati non potranno mai essere un granchè. E nel frattempo dal lato dei feedback post-curriculum il silenzio più totale…
Fulmini che cadono e pensieri sparsi…
Il fulmine a ciel sereno è stata apprendere della morte improvvisa di un collega della mia amica assicuratrice. Un uomo giunto a metà dei 40, semplice, vivacissimo e a modo suo saggio. Non mi scorderò mai un suo discorso a metà Aprile, in un incontro fortuito durante una mia passeggiata con Tommy. Si parlava di lavoro, di prospettive, delle maledette difficoltà che s’incontrano oggigiorno anche solo per programmare la vita da oggi al mese prossimo, di atteggiamenti da tenere. Ricordo come le sue parole suonassero dure ma veritiere, veritiere perchè lo erano, dure perchè benchè non fossero indirizzate a me, mi fecero accorgere di come in qualche modo non mi stessi muovendo con la giusta determinazione. Un uomo a suo modo saggio dunque, ma non per questo noioso, tutt’altro. Benchè facesse l’assicuratore (ovvero uno di quei lavori in cui lo stress spesso invade gran parte delle attività giornaliere e degli atteggiamenti delle persone), riusciva ad essere spesso divertente e sorridente. A lui va il mio ricordo con queste poche parole, senza false ipocrisie.
Le prospettive di cui sopra per ricollegarmi al resto…non ne abbiamo purtroppo. La sensazione che ogni cosa vada avanti per grazie ricevuta ce l’ho tutti i giorni. Lavorare per 2 mesi su Infostrada mi ha fatto capire come anche a grandi livelli in Italia ci siano problemi per tutti, e soprattutto come sia difficile a volte far spuntare la voglia delle persone di fare il passo giusto in mezzo alle loro mille perplessità ed insicurezze.
Come addetto al call center credo di essere particolare. Forse sarà anche un mio limite a livello lavorativo (almeno così sicuramente la penserà il datore di lavoro) ma non riesco a non immedesimarmi nell’altra persona mentre ci parlo. Non riesco a spingere un prodotto per un risultato personale quando so che dall’altra parte non ci sarà alcun vantaggio nel seguirmi. E sempre sul lavoro, a volte mi da più rabbia non riuscire a scalfire la sfiducia totale della persona all’altro capo del filo e non riuscire neanche a provare a fare il mio lavoro che non ricevere un rifiuto netto dopo un dialogo amichevole durante il quale (con la coscienza pulita) ho fatto ragionare l’altra persona sui pro e sui contro di un cambio telefonico. Piccolo sfogo…sono comunque già stanco di quest’impiego, non so se si era capito.
Domattina comunque farò il mio primo turno mattutino. Dopo attenta valutazione hanno stabilito che il mio impiego migliore probabilmente è a lavorare sull’aziendale. Da domani dunque abbandonerò Infostrada per lavorare sull’altro ramo, quello della telefonia mobile, segnatamente per H3G meglio nota come 3. Chissà cosa cambierà. So solo che non vedo l’ora di poter dare il benservito a questo posto, non tanto per l’azienda o per la compagnia in sè, quanto perchè l’impiego è veramente quanto di più gramo possa esistere nei lavori non manuali…
“Pronto, casa Valgimigli?”
Mutuo il mio nome su Popomundo per dare titolo ad un post d’aggiornamento rapido. Che dire? Niente di particolare…siamo quasi ai due mesi al call-center in cui lavoro, un’eternità se penso a quanto non abbia mai avuto voglia di lavorarci, una goccia nel mare se penso che essendo stato per diverso tempo privo di un conto in banca, fra problemi di vario tipo sto ancora aspettando di godermi i primi frutti del lavoro sin qui svolto.
Sono apatico per certi versi. Il lavoro è un lavoro straniante, legato molto alla casualità delle giornate. Passo interi turni solamente a cercare di parlare con qualcuno, altre volte gira meglio e addirittura riesci a prendere degli appuntamenti per i consulenti Infostrada quasi prima di parlarne al telefono. In mezzo…la sfiducia della gente, la consapevolezza che molto spesso il tuo lavoro è già stato minato dallo schifo che imperversa nel mercato della telefonia e che è stato perpetrato per anni da tutte le compagnie telefoniche in un una logica di “strappa l’utente e scappa” che ha dominato la scena di questo settore, in una lotta al canone telefonico che in alcune zone attorno Roma non è stata ancora vinta.
Sto quindi sperimentando sulla mia pelle la sensazione di dover lavorare per una ditta che sotto sotto so di non stimare fino in fondo, mi rendo conto ragionando che le offerte proposte sono a volte solamente imbellettate per sembrare strafighe. In molti casi lo sono pure, sta di fatto che la poca chiarezza imperversa…ed in molti casi si arma un sistema per far risparmiare pochissimi euro alle persone. La realtà di fondo è che il mercato della telefonia mobile è forse al punto nevralgico della sua esistenza…in tanti ormai tengono una linea solo per Internet, per il resto proporre risparmio sulle telefonate è diventato complicatissimo. I cellulari ormai regnano, e non sono secondo me lontani i tempi in cui parecchia gente non avrà più una linea fissa cui far riferimento.
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