Oggi è il turno di questa stupenda ballad…gli Stratovarius non sono più quelli di una volta, ma sono ancora maestri d’atmosfera in questo tipo di canzoni. Questa è legata indissolubilmente agli accadimenti di questo periodo della mia vita…così come altre che ho già postato in passato. Spero vivamente (e da una parte ne sono certo) di poter gioire un giorno di quanto sto facendo, nonostante i piccoli e a volte gravi errori in cui posso incorrere…ma nella vita ci sono anche questi e il primo passo è riconoscerli e chiedere scusa se si è fatto male a qualcuno. Sperando sempre che chi è dall’altra parte sappia comprendere alla fine…e sappia che non c’è per forza cattiveria se si sbaglia…ma solo il non accorgersi subito delle proprie azioni. Buon ascolto…
Purtroppo non l’ho trovato in soluzione unica, devo pubblicarlo col doppio interfaccia…Bellissima song che parla delle prime fasi della lotta di un alcolizzato contro la sua dipendenza. Molto metallica, molto progressive…e con un solo finale all’unisono tastiera/chitarra da urlo, riprodotto fedelmente in questo live così com’era nato in studio. Enjoy…
EDIT: il live trovato era di una qualità audio che dire scadente è fargli un complimento…ho sostituito i due filmati con quelli del video didattico di Portnoy.
Cercavo il video della canzone di Venditti…e l’unica cosa che ho trovato è questo filmato tratto da Final Fantasy X. Stupendo devo dire…lo posto come video del giorno…enjoy…
…perchè il bacio della Paura non l’abbia vinta sulla realtà delle cose e ciò che il Fato unisce in maniera apparentemente casuale non sia diviso da una convinzione sbagliata….
Non più di 3 giorni fa annunciavo un periodo di riflessione lontano da questo blog. Ho in realtà compreso che isolarmi del tutto e precludermi dalla scrittura e dall’espressività che questo spazio mi consente di avere non è certamente la via migliore per risolvere le cose. Scrivere qui quello che mi viene in mente non è tanto un modo per comunicare qualcosa a chi legge, quanto un mio modo per fissare delle idee…per salvare da qualche parte i pensieri e poterli rileggere. Come se fosse il classico diario che una volta i nostri progenitori compilavano a lume di candela e con la piuma d’oca. Cambiano i tempi e le forme, ma evidentemente non cambiano le tendenze ed i bisogni delle persone.
Il vortice del titolo…si riferisce ad un circolo vizioso di pensiero e di sensazioni in cui mi sono calato giorno per giorno da qualche tempo a questa parte. La mente in certi casi è in grado di smettere di vedere cose che in realtà sono perfettamente visibili. Questo è quello che è successo a me, e l’essermene reso conto è un primo passo verso un cambiamento che deve avvenire in primis in me stesso. In fondo la nostra vita è spesso proiezione di quello che noi stessi muoviamo attorno con il nostro vivere quotidiano e con il nostro agire in funzione di un modo di pensare. Il mio personale modo di pensare dell’ultimo periodo è stato influenzato da un grosso immaginario cartello “strada senza uscita” che mi ha precluso sinora la visuale di quello che c’era oltre. Il voltare pagina non serve a niente se poi non si ricomincia a scrivere. Ecco. Io ho voltato pagina ma non ho ancora scritto neanche una parola. Ho preferito chiudermi a contemplare i cocci degli ultimi due anni, intristirmi sulla fatica e la lena spesa inutilmente su progetti di studio e di lavoro infranti dalla contingenza del periodo, pensare che fosse troppo difficile riprendere in mano i cocci di quanto accaduto e provare a cavare qualcosa di utile. Lo smacco morale di veder sfumare queste cose ha preso il sopravvento, ed il solo pensiero di rituffarmi con forza nell’impegno di riprendere in mano gli studi da dove erano stati interrotti per colpe lontane da me ha sempre causato un enorme rifiuto a muovere un dito in un contesto sputtanato nella credibilità e anche nell’appeal che questo aveva sempre avuto su di me (come lo studiare con profitto anche materie che fondamentalmente odiavo e non reputavo utile al mio percorso). Altre contingenze, personali e non, hanno fatto il resto. Insomma…dopo aver fatto crollare tutto quello che non si reggeva più in piedi, pare giunto il momento di concentrare le forze e ripartire. Sarà un grosso impegno ed una grossa fatica…ma sono anche cosciente del fatto che mi bastano spesso pochi veri segnali per ricaricare l’ entusiasmo che sinora è mancato all’appello.
Vi lascio con questa perla di video, un estratto dei 24 minuti della monumentale “Octavarium” dei Dream Theater chiamato “Full Circle”. Parla proprio di questo….dei circoli viziosi mentali in cui spesso si tende a cadere che causano poi anche dei veri e proprio circoli viziosi nelle situazioni quotidiane che ci troviamo ad affrontare. Il tutto all’insegna di un prog a tratti delirante ma semplicemente magnifico. Trovo particolamente mio il crescendo nel finale e l’urlo liberatorio…Enjoy!
sailing on the seven seize the day tripper diem’s ready
jack the ripper owens wilson phillips and my supper’s ready
lucy in the sky with diamond daves not here I come to save the
day for nightmare cinema show me the way to get back home
again
[Running forward
Falling back]
Spinning round and round
[Looking outward
Reaching in]
Scream without a sound
[Leaning over
Crawling up]
Stumbling all around
[Losing my place
Only to]
Find I’ve come full circle
flying off the handle with careful with
that axe eugene gene the dance machine
messiah light my fire gabba gabba
hey hey my my generation’s home
again
[Running forward
Falling back]
Spinning round and round
[Looking outward
Reaching in]
Scream without a sound
[Leaning over
Crawling up]
Stumbling all around
[Losing my place
Only to]
Find I’ve come full circle
IV. Intervals (18:28-19:56) Lyrics by Mike Portnoy
[Root]
Our deadly sins feel his mortal wrath
Remove all obstacles from our path
[Second]
Asking questions
Search for clues
The answer’s been right in front of you
[Third]
We try to break through
Long to connect
Fall on deaf ears with failed muted breath
[Fourth]
Loyalty, trust, faith and desire
Carries love through each darkest fire
[Fifth]
Tortured insanity
A smothering hell
Try to escape but to no avail
[Sixth]
The calls of admirers
Who claim they adore
Drain all your lifeblood while begging for more
[Seventh]
Innocent victims for merciless crimes
Fall prey to some madman’s for impulsive designs
[Octave]
Step after step
We try controlling our fate
When we finally start living it’s become to late
Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium
Ormai l’ho capito. Devo togliermi la grande presunzione che parole e fatti siano in grado di convincere le persone perchè non è così. Ho capito che ogni persona ha bisogno di arrivare a capire le cose per conto proprio e con i suoi tempi…parlare è utile, indubbiamente. Il parlare ad una persona può esserle utile per svelarle in anticipo il risultato di un percorso mentale. Ma presumevo che questo potesse essere il metodo finale anche per indicare una via ed ormai ho capito che sbagliavo. La realtà dice che ognuno deve trovare il suo percorso per giungere a destinazione, e che per quante indicazioni, consigli e certezze si possano dare, i tempi non si accorciano nè si facilita un cammino. Le parole possono servire a rincuorare sul momento, ma è la stessa anima che deve evidentemente agganciare i concetti e farli propri. E su questo processo non c’è aiuto possibile dall’esterno da parte di nessuno. Lo avevo già sperimentato decine di volte su di me, molte volte mi era capitato di non saper ascoltare le dritte giuste e di riconoscerle come tali solo quando ero stato io stesso di mia iniziativa a trovare il percorso giusto…ma dall’alto del mio credermi una persona sopra le righe pensavo di poter essere un’incredibile eccezione e di poter realmente incidere a tal punto da guidare una reazione accelerata alle cose. Laddove si presume la vita colpisce sempre con tutta la forza che ha per riportare il presuntuoso alla realtà dei fatti…
E così è stato…sebbene questa cosa mi abbia permesso di vivere momenti che altrimenti non avrei mai immaginato di vivere (e probabilmente abbia facilitato anche determinati processi personali miei di cui parlavo nell’ultimo post testuale di due giorni fa), ora è forse arrivato il momento che io metta una pietra sopra definitiva a questo periodo, che lo archivi fra le cose belle da non ripetere, che selezioni i ricordi da tenere (tra cui un vagone tra sms e cose varie) e che mi porga mentalmente su una realtà che sia più prossima a me. Sarà durissima, come al solito…zoppicherò come sempre, sanguinerò….del resto non potrebbe essere altrimenti. Ma il tempo e la costanza mi aiuteranno a seppellire tutto.
I problemi non finiscono mai purtroppo, ma finchè si può agire su di essi non sono insormontabili. Mi auguro che lo facciate sempre anche voi che mi leggete e, laddove non sia così, che iniziate a farlo. Per voi stessi e per chi vi sta intorno. Nel mio piccolo proverò a cominciare….anche se un conto era sradicare qualcosa dalla testa, un conto è strappar via da dentro se stessi un qualcosa che avevo cullato e accarezzato.
Vi lascio con il consueto video: “Never Enough” dai miei Dream Theater. Un brano bello lanciato con varie eco allo stile dei Muse e come al solito perfettamente in tema… Enjoy….
Edit: giusto per aggiungere una cosa…da oggi e per un pò il blog chiude. Ho scritto e postato molto ultimamente, e francamente non ho voglia di diventare stucchevole. Torneranno senz’altro periodi più favorevoli e meno pesanti…al momento tornerei troppo spesso sugli stessi argomenti e sensazioni, i post degli ultimi giorni sono lo specchio perfetto di questa tendenza che si è già manifestata. A presto…
E’ notte tarda…e questa è l’ultima canzone della serata…anche questa è legata a periodi lontanissimi nel tempo. Una canzone lenta….molto d’atmosfera, a mio parere a tratti commovente, e con un finale frizzante. Il video ritrae uno Sting di un’altra epoca…più giovane di 20 anni. A volte vorrei che il tempo si fosse fermato allora.
E anche oggi…altro video. Si tratta di Estranged, estratto dall’album “Use your Illusion 2″ dei Guns’n'Roses. E’ una canzone che mi riporta ai miei 12 anni, in particolare ad una gita scolastica ad Ercolano. Altri tempi ed altra coscienza…ma la canzone è rimasta lì a farmi compagnia durante tutti questi anni. Il video poi…è un piccolo capolavoro. Con tanto di liberatorio tuffo finale di Axl dalla petroliera e con un uno Slash metaforico che sorge dalle acque per il suo assolo. Ma quello che più di tutto conta è il climax…nostalgico ma sottilmente speranzoso di tutta la canzone.
Ho postato questo video ovunque tranne che qui…si tratta di un mio primo esperimento di montaggio audio/video sugli spezzoni filmati di un gioco. Ho trovato divertentissimo il tornare ad utilizzare dopo mesi Première Pro 1.5 e tutti gli strumenti potenti che mette a disposizione per realizzare i filmati. Presento il video:
Musiche: Dream Theater (”The Root of All Evil” prima, “The Test That Stumped ‘Em All” in mezzo e “Goodnight Kiss” sui titoli”)