Che dire…è stata una notte senz’altro fuori dal comune.
Nottata fatta di alcool, di avvenimenti, di dati di fatto, di illuminazioni…
Fatta addirittura della sensazione, ad un certo momento, di percepire nitidamente i pensieri di chi mi stava attorno. Nel mio vaneggiare e ridere (ma nel pieno controllo delle azioni comunque, quando mi dicono che l’alcool elimina totalmente la volontà e la lucidità non ci credo più perchè non è così) l’unica cosa che arrivava nitida erano le comunicazioni non verbali. Gli stati d’animo, i pensieri forse per l’appunto. Era come se in un certo senso avessi amplificato in maniera involontaria la mia sfera percettiva oltre quello che era il dato di fatto degli avvenimenti. E’ una cosa che mi riesce normalmente in maniera abbastanza regolare anche senza alcool, ma questa volta era tutto accentuato. Non mi so spiegare meglio di così.
Avvenimenti, tanti…tutti stranissimi. Un capodanno per certi aspetti brevissimo, per altri durato un’eternità. Per l’ennesima volta ho forse sperimentato che non appena decido di fare qualcosa che non ha speranze, scatta sempre una molla che m’impedisce comunque anche solo di provare. Un pò come (per farvi capire) quando decidete di accendere una luce e nel frattempo va via la corrente. Sono mesi che alcune cose vanno così, con un tempismo perfetto.E per carità…va anche bene, ma anche dover prendere sempre atto delle cose in maniera brutale alla lunga stufa. Se non altro sarebbe bello prenderci una volta tanto.
Detto questo, però…il 2008 è il mio anno. Mai come questo capodanno ho avuto questa nitida sensazione. Continuo spesso a sentirmi fuori posto in determinati contesti, succede meno rispetto a prima ma vivo le cose anche in maniera diversa. Probabilmente è lo stato d’animo mio generale ad essere diverso. Fatto sta che laddove in anni passati coltivavo speranze ben sapendo di andare incontro al massimo ad un’annata di transizione, quest’anno sento che muovendo le corde giuste può diventare l’anno della svolta in tutto.
Mi auguro solo di smettere presto di svoltare con decisione per i sentieri della vita e di inciampare senza neanche aver incominciato a correre.
P.S Auguri a tutti mi raccomando, fate del 2008 il vostro anno!
Leggevo il blog di Teso a quest’ora improponibile e pensavo che è ormai diverso tempo che non scrivo. Niente pipponi, gli occhi mi lacrimano dal sonno e la tosse mi accompagna da fiera compagna anche stanotte. Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro, almeno per il 2007. Il passaggio a 3 è stato traumatico, dopo un inizio coi botti, la settimana prenatalizia ha segnato uno zero assoluto nella casella “appuntamenti”, ed il mese di Dicembre tra festività e quant’altro, oltre a risultati deludenti porterà ben pochi soldi. Non m’interessa….domani è sabato, non lavoro per 10 giorni e devo fare ancora tutti i regali di Natale. Di questi giorni salvo solamente la scovata consapevolezza che probabilmente basta poco per riuscire in questo lavoro. Anche solo cambiare il tono della voce eliminando quello dimesso che da qualche giorno, vuoi per lo scoglionamento, vuoi per gli acciacchi di stagione, mi stava caratterizzando. Il 2008 sarà un grande anno.
Cos’è non lo so. So che da qualche tempo a questa parte sto di nuovo pensando in prospettiva, non passa momento in cui io non impegni corpo e cervello in un qualcosa che costruisce una mattonella da piazzare chissà dove domani o dopodomani. Dedico me stesso allo studio di una materia abominevole con il solo scopo di avere qualcosa da dire mercoledì prossimo e strappare il pass per la tesi, nel tempo libero cancello qualsiasi preoccupazione per offrire un me stesso al 100% a chi passa del tempo con me. Provo a dare tutto il mio impegno in quello che faccio, a volte con successo, altre volte meno…ma di spirito la presenza c’è sempre. Tutto questo dovrebbe farmi sentire forte, reattivo, ci sono passato già ed in effetti in momenti del genere non c’è niente che ti preoccupi e la sera quando hai finito sei contento, vai a dormire tranquillo, fai sonni riposanti a prescindere dalla loro lunghezza. Hai un bioritmo preciso, quasi svizzero.
Per me non è così e francamente non capisco il perchè…C’è sempre a fine giornata quel sentore di qualcosa che non quadra, quel senso di profonda incompiutezza…come quando fai un bel lavoro cui manca il tocco di genio perchè sia perfetto. Il risultato è che non ho mai sonno se non quando fisiologicamente il corpo non può più reggere, quando sei addirittura troppo stanco per addormentarti, e passa sempre almeno un’ora buona prima che la stanchezza l’abbia vinta. E una volta che accade, al contrario…il senso di torpore non pare mai andar via. Il sonno è leggero, mi sveglio 5-6 volte a notte ad intervalli più o meno regolari, la mattina non trovo mai la forza di alzarmi ad un orario cristiano, e quando lo faccio ho sempre dormito almeno 10 ore, mi alzo rincoglionitissimo e nonostante tutto il sonno ho la forza di un parassita addosso. Lentamente riparto con le mie cose…ricarburo e torno al 100% dell’attività, salvo poi ritornare al punto di partenza a fine giornata, con quel senso d’incompiuto addosso che non va mai via nonostante tutti gli sforzi.
Se razionalmente tutto è eccezionalmente al suo posto, la spiegazione dev’essere tutt’altro che semplice da tirar fuori. Se io stesso non credo di potermi chiedere di più, perchè continuo a sentire che non è abbastanza? Dove posso sfruttare meglio me stesso? Cosa mi sto perdendo per strada di me stesso che non viene fuori e che è così importante al punto di farmi star male? Queste sono le domande che mi frullano in testa, e se qualcuno ha suggerimenti in proposito è strabenvenuto a postarne qualcuno.
Riecco quella sensazione…la stessa di sempre. Vedo una strada di fronte a me, inizio a percorrerla…non mi curo troppo delle asperità, la percorro. Arriva poi un momento ben preciso…ad intervalli regolari. Mi accorgo tutto insieme di come camminare sia faticoso,di come piccole banalità accertate pesino più di una tonnellata di piombo. La strada da orizzontale diventa improvvisamente una china dritta su verso il cielo…una salita inaffrontabile. E’ solo la mia testa, lo so. Subentra la sensazione di essere piccoli piccoli rispetto alle cose…la sgradevolissima sensazione che il mondo attorno a me giri a prescindere e che non posso fermarmi perchè la ruota va…e allora provo a fare un passo e mi rendo conto di come le gambe pesino…di come quel sassolino che potrei schiacciare abbia la consistenza di un grosso masso indistruttibile. Le difficoltà…quelle minime, che richiedono solo un pizzico di pazienza…insuperabili.
La spia lampeggia, “sei in riserva” dice una voce da qualche parte. Si, sono in riserva è vero…tante frustrazioni e tanta sofferenza a volte covata dentro, celata anche a me stesso..che dentro però bruciava, scavava solchi, minava sicurezze, toglieva forze. Troppo tempo senza gioire in maniera profonda per qualcosa, tanto il tempo senza provare quell’intensa scossa di soddisfazione nello stomaco che segue un successo anche piccolo in una qualsiasi cosa. Fortunatamente la miccia si riaccende facilmente e spesso…ma un fuoco senza combustibile si spegne in un attimo. E io vorrei tanto un pò di benzina in regalo…o a credito se proprio non si può avere niente per niente…per riaccendermi come si deve…e non fermarmi più. Perchè la vita scorre e piazza le sue armate lungo il cammino…e la sensazione è che ora come ora potrei perdere qualsiasi scontro.
Eccolo qua…14 Febbraio, è partito l’ennesimo carrozzone commerciale. Baci Perugina, cene a lume di candela, serate a tema….e via dicendo. Migliaia di euro che volano…per una ricorrenza che in realtà non ha alcun tipo di senso. La festa dell’amore…quando uno ama in teoria è festa tutto l’anno. E la giornata di oggi può essere giusto l’occasione per ribadire un concetto che dovrebbe essere chiaro sempre, in ogni momento passato assieme.
Detto questo…l’animo umano vive anche di bisogni a volte incontrollati. Quest’anno sento tutto in maniera diversa. Per la prima volta forse sono rimasto coinvolto anche io da questo bisogno comune dell’umanità di celebrare l’amore. E in maniera completamente mia l’ho fatto…cogliendo in realtà una palla al balzo perchè lo stesso gesto l’avrei fatto ieri e lo rifarei domani, a prescindere dalla celebrazione. E’ stato un gesto piccolo…insignificante in sè. Ma pieno di valore per me perchè sentito. Quest’anno ho voluto esserci…a modo mio…e forse il gesto non è stato compreso fino in fondo. In ogni caso stasera pizza…ma a casa, come sempre. E poi serata come tante…forse sarà memorabile come tante altre ultimamente, forse no perchè è probabile che sarò io con me stesso. Se da una parte è triste…dall’altra meglio così. Non esistono scale in queste cose…quindi o quello che voglio o niente. E quello che voglio è chiaro, almeno per me…nelle mie parole, nei miei comportamenti, nei miei pensieri.
Ci sono delle volte nella vita in cui niente sembra in mano tua…sono quei momenti in cui aldilà delle intenzioni, aldilà dei segnali e dei momenti di esaltazione, dei momenti felici in cui senti che non potresti chiedere altro che quello che ti sta succedendo, misteriosamente una nuvoletta diventa un cumulo scuro che copre il sereno che avevi fino a due istanti prima…si gonfia, si allarga, comincia a tuonare e spazza via tutto con un temporale senza precedenti…serenità, sorriso, tranquillità e contentezza spariscono di botto…e ci si ritrova lì a chiedersi come e perchè gli assaggi consistenti di una felicità duratura che a tratti pare a portata di mano debbano sempre finire in quel sapore amaro di illusione e di incredulità cui le cose prima o dopo ti portano.
E cerchi un motivo…ripercorri quanto avviene, provi a capire dove hai sbagliato e perchè, ti chiedi perchè tra le maglie di una perfezione tale si debba sempre alla fine annidare quel particolare contro cui non puoi far nulla e che riporta le cose ad uno stato primordiale di vuoto. Ti fai domande…le cui risposte non è dato sapere fino in fondo. L’unica risposta che ti arriva sono le tue sensazioni…inebrianti e sempre più forti quando tutto gira, ed inevitabilmente più dure da sostenere quando arriva la tempesta.
Ti resta di fondo l’impossibilità di interrompere quella magia…perchè romperla significherebbe staccarsi da qualcosa che, se reso duraturo, ti porteresti fino alla tomba perchè oltre quello non avresti da chiedere. Dall’altro lato sai che quella stessa magia ha il potere di spazzarti via in un secondo, di toglierti il respiro tutto insieme, di stringerti in uno stato d’impotenza tale da renderti inerme, di chiuderti la bocca dello stomaco e di darti tanto di quel dispiacere da non sapere più dove metterlo. Ti butta giù…tra la mancanza di quanto di bello hai appena vissuto…e la totale consapevolezza che non sei da solo a masticare amaro. E vorresti eliminarlo quel quid che esce fuori…è una nota stonata che non fa parte di questo spartito ma semmai di uno spartito che hai smesso di suonare in maniera giusta e consapevole. Si…una nota stonata. Fuori scala…che non hai in mente…che tu non suoni ma che risuona all’improvviso al di fuori della tua volontà. E comincia a piovere…
Succede ogni tanto che le cose tra le persone in determinati momenti arrivino ad un punto tale che urgano chiarimenti importanti perchè vadano avanti.
Succede che passino giornate intere con il dolore dentro di un episodio non spiegato e su cui pesino dubbi ed incertezze che non sei più in grado di sostenere.
Succede che un sms porti le persone ad un confronto diretto che sin dalle prime battute si rivela calmo e pacato, come se magicamente ci fosse la consapevolezza che da qualche parte uscirà una soluzione perchè è palpabile la volontà che questa venga fuori.
Succede la spiegazione sia inizialmente rapida ed indolore.
Succede che indirettamente una persona mandi un segnale e che questo segnale venga percepito ma non compreso del tutto.
Succede che pian piano questo segnale diventi un messaggio chiaro ed inequivocabile che tolga il velo su tante incertezze irrisolte e che questo stringa un legame tra le persone che le parole non possono spiegare.
Succede che la situazione diventi incredibilmente chiara, si comprenda come certi dolori fossero giusti sul momento, ma in realtà immotivati perchè la verità era molto diversa.
Succede che improvvisamente tutto diventi semplice e che il magnetismo contrario di determinati momenti sembri esser magicamente sparito, annichilito da una forza contraria e onnipotente che rende concetti e parole espresse in grado di entrare dentro, di incidere il loro valore e “centrare” l’obiettivo che si prefiggono: il comunicare.
Succede che parole e promesse escano fuori naturali, che il profilo resti basso perchè è meglio così, che forse ci sia molto di più di cui parlare un giorno ma anche che adesso non ci sia più la minima ansia perchè tutto è già bello e proiettato in avanti anche solo se conservato così com’è…
E nella magia di questa notte succede anche che un cordless regga 6 ore di conversazione senza mollare una tacca di batteria, che il sonno non annebbi mai la lucidità di pensiero e il puzzle di un’idea prenda una forma concreta e reale nella mia testa, succede che tante promesse impegnative fatte non facciano paura e non siano un peso, anzi…siano l’impegno più profondo che potessi aspettarmi di sentire dentro. Succede che forse son rose, forse no…ma che siano già fiori e che si tratta solo di capire quali…e che al momento non sia importante saperlo perchè l’aria già profuma…
Eccomi qua…un post finalmente normale credo, dopo che nelle mie ultime uscite avevo scritto soprattutto e principalmente per me, come per cercare una combinazione di parole, immagini, video, musica che fossero in grado di esprimere la complicatezza del periodo. In verità in un tentativo del genere non ho fatto altro che utilizzare un codice complesso che fosse chiaro a me…ma non all’esterno. E allora eccomi qua….con parole un pò più chiare e concetti lineari a spiegarmi un pò più apertamente.
La mancanza di reali novità è il punto principale. Avevo iniziato le mie cose a Settembre con la speranza di lì a poco di vivere una svolta preannunciata che purtroppo sta ancora tardando a venire. Nel frattempo in questi mesi la svolta è venuta su altri piani più strettamente personali…la mia decisione (peraltro giusta) di chiudere una determinata epoca della mia vita ha portato piccoli grandi dolori sul momento, ma anche una grande ventata di chiarezza sul tipo di vita in cui mi trovavo. Una serie di coincidenze simili ha per il momento sfaldato quello che era un presunto gruppo di amici, e personalmente sto pagando questa situazione con un bel pò di solitudine in più. Se questa situazione da un lato pesa (perchè non è affatto bello ritrovarsi di tanto in tanto a cercare compagnia e a dover “depennare” le persone dall’inizio alla fine della lista), dall’altro lato sono consapevole che da tutto questo alla fine uscirà quella che sarà la direzione della mia vita per il mio prossimo futuro. Insomma…si stringono i denti ma la via è segnata e porta da qualche parte, verso una destinazione che probabilmente comparirà all’improvviso ed inaspettatamente. Per capirci…non mi guardo alle spalle con nostalgia, molto meglio azzerare tutto e ripartire piuttosto che smettere di crescere e cincischiare su situazioni comode ma sbagliate.
Il presente parla di meno uscite serali e momenti di gruppo…parla di una situazione lavorativa da definire e di un esame mancante più tesi per concludere il famigerato corso fermo da un anno causa burocrazia. Parla di un sito in via di conclusione e di una situazione familiare che se dal lato materno è sempre più preclusa come rapporti, vede dal lato paterno continue aperture e sostegni morali (nonchè punzecchiature) . Le cose continuano ad indicarmi che la vera famiglia non è in questa casa, ed io pian piano sto imparando ad accettare questo dopo anni in cui per non fare disparità restavo misterioso sulle mie cose da una parte e dall’altra.
Il futuro parla di speranze….della certezza interiore che prima o poi le cose cominceranno a camminare, della voglia di condividere gioie e dolori con persone che contano e per cui non essere semplicemente un satellite con cui avere contatti occasionali. Parla di rapporti affettivi da coltivare e consolidare, di intese personali da trovare e costruire, di tante e troppe cose di cui probabilmente non ho neanche idea. Alcune di queste cose hanno avvisaglie nel presente, molte altre devono ancora profilarsi. Vi lascio con il video di “Sweet Child o’ mine”, una stupenda canzone dei Guns’n'Roses, buon ascolto e a presto!
Deletato come promesso…alcune delle cose scritte sono state prese per cattiverie. Era un post estremamente amaro e cinico, me ne rendo conto…volevo delle risposte forti e le ho ottenute. Non volevo altro. E non aggiungo altra dedica….che chi di dovere non sappia già bene
Si ne ho tremendamente bisogno….aborrisco io in primis questi sfoghi nel blog, ma in una giornata in cui il mio destino sembra avermi accerchiato in una campana di solitudine me ne concedo uno….sperando (forse in maniera vana) che possa servire ad alleviare il senso di pena che mi accompagna già da ieri e che è stato con me anche durante le celebrazioni di questo capodanno. La verità è una: in questo momento sono solo. Per scelta in parte, in gran parte per congiuntura del periodo. Avevo trovato un nuovo punto focale su cui riporre la mia attenzione, lo stesso punto che aveva ispirato gli ultimi due post. Un punto tremendamente speciale, in molti suoi lati perfettamente combaciante con tutto ciò che adorerei trovare. In grado di riaccendere vecchie passioni, di riportarmi ad astrarre il mondo da quella compagnia…in grado di strapparmi parole di sentimento quando da mesi, se non anni, ero un perfetto dinosauro.Ma questo punto era anche enormemente problematico.Non me ne importava nulla…perchè di riffa o di raffa i problemi sparivano e la quiete alla fine tornava a regnar sovrana.Si tornava ad essere Uno. Finchè il capodanno, con il tramestio dei botti sparati non ha segnato anche lo strappo definitivo in un impeto di non so neanche bene io cosa….e mi sono ritrovato a contemplare i resti di questa parentela spirituale con il sottofondo di un mare di richiami continui a tutto questo ad accompagnarmi durante il giorno.E’ incredibile come talvolta il destino sappia accanirsi in certi suoi giochi crudeli proprio laddove meno sarebbe opportuno che lo facesse, proprio con me poi…che sono il primo che non ha mai legato luoghi e musiche a niente e nessuno se non a se stesso.
E così, orfano di questo punto focale mi ritrovo alla fine di questo primo giorno dell’anno, con gli orari sballati da una lunga notte alcoolica, con la stessa pena da cui da 24 ore a questa parte stavo tentando di scappare in ogni modo (anche ubriacandomi come mai prima). L’alcool annebbia la vista e le idee..ma i dolori e i problemi sono lì fermi, non spariscono. Mi ritrovo così…a contemplare una solitudine profonda e acuita da una madre che scoppia in lacrime perchè incapace di comprendere i suoi errori e farsene una ragione…ridotta ai minimi termini dalla sua stessa ottusità. Con me dall’altro lato freddo nel reagire ma logorato dentro da una situazione che è semplicemente non risolvibile.
Mi ritrovo con una serata di capodanno passata tra vecchie e nuove conoscenze con il sentore di essere nel posto sbagliato…in mezzo ad una compagnia allegra ma con quel graffio cupo dentro che non ti molla mai, che continua a dirti che sei fuori posto e con gente ottima e simpatica, gente con cui l’amicizia dura in certi casi da 15 anni….ma non la gente giusta. Una pezza di rum e pera e di vari cocktail preparati lì per lì e girati ai presenti e cala il sipario sulla coscienza…una coscienza risvegliata solo dagli sms che riportano alla realtà, sms che però non sono in grado d’incidere tanta è l’ubriacatura. Il lungo sonno poi…a casa, dalle 8 alle 15 e di nuovo svegli…con il graffio che è lì a pulsare e che s’infiamma col succedersi degli eventi di oggi.Il pianto disperato di mia madre…l’uscita di casa per tornare nel luogo di ieri sera, stessa compagnia e altro clima…stessa sensazione di essere fuori posto. Nel DVD gira un disco di musica…tutto ok finchè non arriva in sottofondo (e a mia insaputa) “Hurt” di Cristina Aguilera, momento in cui ho temuto di scoppiare davanti a tutti. Una stretta ai denti e una sigaretta in balcone per astrarmi dal contesto. Il tempo scorre….finchè non ci si saluta…presto stavolta…e il rientrare a casa mi riporta a tutte le sensazioni di queste ultime 28 ore di vita, in cui ho perso qualcosa per strada…e in cui il vuoto si è prepotentemente allargato dentro di me.