Kore Mio

Le mie elucubrazioni mentre il fiume scorre…

L’amore è un’altra cosa

Riflessione di questa domenica notte casalinga. Puoi voler bene ad una persona, puoi starci bene insieme, parlarci di qualsiasi cosa, averci un rapporto profondo e schietto, puoi aprirle il tuo cuore e veder aprire il suo, può piacerti fisicamente al punto magari di andarci anche a letto. Ma l’amore è un’altra cosa. La somma delle singole parti, che in genere dà sempre qualcosa in più, nel caso dell’amore non funziona. Quel qualcosa in più è un dato di fatto a prescindere che nessuna somma al mondo può far risultare se non c’è.

Il problema grande? Che non tutti riescono a capirlo e a farsene una ragione…

Febbraio 11, 2008 Pubblicato da korenaar | Riflessioni | | 2 Commenti

L’altalena

Rieccomi qua…non aggiorno spesso, ma devo dire che da un pò di tempo a questa parte non succedono poi tantissime cose…non parlo in generale, parlo soprattutto di quello che realmente ho voglia di condividere qui con lo sparuto gruppo di lettori che vengono dal forum e dal MySpace che ho aperto qualche tempo fa.

Che dire? Beh, innanzitutto che l’altalena del titolo è l’oggetto che sintetizza perfettamente molte cose di questo periodo. Dal punto di vista lavorativo, dopo un inizio anno duro ho ritrovato qualche giorno da leone per poi ricadere nuovamente in un limbo di improduttività incredibile. La cosa strana è che quando le cose vanno sembro il centralinista perfetto, anche come QUALITA’ dei contatti. Quando le cose non girano per quanto mi danni sembro un perfetto cretino. Nei giorni produttivi avevo accumulato risultati per quelli a venire, ergo magari non combino niente in questi giorni e poi il pomeriggio mi chiudono contratti multipli…va bene? Va male? Boh…l’unico punto fermo è l’impegno, ma pare non bastare sempre.

Altalena anche sul portare avanti o meno questo blog. Non voglio smettere di scrivere, intendiamoci. Ma da quando utilizzo MySpace più spesso mi comincia a pesare il fatto di avere un blog di qua e alcuni contatti di là. Per contro WordPress è una piattaforma tecnicamente quasi impeccabile, questo è il mio blog da quasi due anni ormai e l’indicizzazione è abbastanza buona. Non che mi freghi avere chissà che pubblico…ma insomma…sono un pò indeciso, sarò sincero…

Altalena morale? Forse si. Sebbene riesca a mantenere (e questa è già una grandissima cosa) la mia dose minima di ottimismo, sono ancora vittima di sbalzi eccessivi forse. Passo da giorni in cui potrei smuovere montagne, a giorni in cui pur professandomi positivo e risolutore evidentemente non riesco poi ad incidere come vorrei. Sarò pignolo con me stesso forse…fatto sta che, ne sono certo, riuscissi a stabilizzarmi un pò di più ( e sto lavorando per questo) probabilmente le cose andrebbero anche meglio di ora. Del resto, per il principio di azione-reazione, più uno riesce ad essere tonico nel morale, più teoricamente le cose si piegano per il verso giusto con frequenza. In ogni caso la freccia punta decisamente verso il positivo, devo solo imparare a tenerlo presente sempre… :)

Gennaio 29, 2008 Pubblicato da korenaar | Riflessioni, Vita di tutti i giorni | | Nessun Commento

La magia del Capodanno

Che dire…è stata una notte senz’altro fuori dal comune.

Nottata fatta di alcool, di avvenimenti, di dati di fatto, di illuminazioni…

Fatta addirittura della sensazione, ad un certo momento, di percepire nitidamente i pensieri di chi mi stava attorno. Nel mio vaneggiare e ridere (ma nel pieno controllo delle azioni comunque, quando mi dicono che l’alcool elimina totalmente la volontà e la lucidità non ci credo più perchè non è così) l’unica cosa che arrivava nitida erano le comunicazioni non verbali. Gli stati d’animo, i pensieri forse per l’appunto. Era come se in un certo senso avessi amplificato in maniera involontaria la mia sfera percettiva oltre quello che era il dato di fatto degli avvenimenti. E’ una cosa che mi riesce normalmente in maniera abbastanza regolare anche senza alcool, ma questa volta era tutto accentuato. Non mi so spiegare meglio di così.

Avvenimenti, tanti…tutti stranissimi. Un capodanno per certi aspetti brevissimo, per altri durato un’eternità. Per l’ennesima volta ho forse sperimentato che non appena decido di fare qualcosa che non ha speranze, scatta sempre una molla che m’impedisce comunque anche solo di provare. Un pò come (per farvi capire) quando decidete di accendere una luce e nel frattempo va via la corrente. Sono mesi che alcune cose vanno così, con un tempismo perfetto.E per carità…va anche bene, ma anche dover prendere sempre atto delle cose in maniera brutale alla lunga stufa. Se non altro sarebbe bello prenderci una volta tanto.

Detto questo, però…il 2008 è il mio anno. Mai come questo capodanno ho avuto questa nitida sensazione. Continuo spesso a sentirmi fuori posto in determinati contesti, succede meno rispetto a prima ma vivo le cose anche in maniera diversa. Probabilmente è lo stato d’animo mio generale ad essere diverso. Fatto sta che laddove in anni passati coltivavo speranze ben sapendo di andare incontro al massimo ad un’annata di transizione, quest’anno sento che muovendo le corde giuste può diventare l’anno della svolta in tutto.

Mi auguro solo di smettere presto di svoltare con decisione per i sentieri della vita e di inciampare senza neanche aver incominciato a correre.

P.S Auguri a tutti mi raccomando, fate del 2008 il vostro anno! :)

Gennaio 2, 2008 Pubblicato da korenaar | Riflessioni, Stream Of Consciousness | | 3 Commenti

Fulmini che cadono e pensieri sparsi…

Il fulmine a ciel sereno è stata apprendere della morte improvvisa di un collega della mia amica assicuratrice. Un uomo giunto a metà dei 40, semplice, vivacissimo e a modo suo saggio. Non mi scorderò mai un suo discorso a metà Aprile, in un incontro fortuito durante una mia passeggiata con Tommy. Si parlava di lavoro, di prospettive, delle maledette difficoltà che s’incontrano oggigiorno anche solo per programmare la vita da oggi al mese prossimo, di atteggiamenti da tenere. Ricordo come le sue parole suonassero dure ma veritiere, veritiere perchè lo erano, dure perchè benchè non fossero indirizzate a me, mi fecero accorgere di come in qualche modo non mi stessi muovendo con la giusta determinazione.  Un uomo a suo modo saggio dunque, ma non per questo noioso, tutt’altro. Benchè facesse l’assicuratore (ovvero uno di quei lavori in cui lo stress spesso invade gran parte delle attività giornaliere e degli atteggiamenti delle persone), riusciva ad essere spesso divertente e sorridente. A lui va il mio ricordo con queste poche parole, senza false ipocrisie.

Le prospettive di cui sopra per ricollegarmi al resto…non ne abbiamo purtroppo. La sensazione che ogni cosa vada avanti per grazie ricevuta ce l’ho tutti i giorni. Lavorare per 2 mesi su Infostrada mi ha fatto capire come anche a grandi livelli in Italia ci siano problemi per tutti, e soprattutto come sia difficile a volte far spuntare la voglia delle persone di fare il passo giusto in mezzo alle loro mille perplessità ed insicurezze.

Come addetto al call center credo di essere particolare. Forse sarà anche un mio limite a livello lavorativo (almeno così sicuramente la penserà il datore di lavoro) ma non riesco a non immedesimarmi nell’altra persona mentre ci parlo. Non riesco a spingere un prodotto per un risultato personale quando so che dall’altra parte non ci sarà alcun vantaggio nel seguirmi. E sempre sul lavoro, a volte  mi da più rabbia non riuscire a scalfire la sfiducia totale della persona all’altro capo del filo e non riuscire neanche a provare a fare il mio lavoro che non ricevere un rifiuto netto dopo un dialogo amichevole durante il quale (con la coscienza pulita) ho fatto ragionare l’altra persona sui pro e sui contro di un cambio telefonico. Piccolo sfogo…sono comunque già stanco di quest’impiego, non so se si era capito.

Domattina comunque farò il mio primo turno mattutino. Dopo attenta valutazione hanno stabilito che il mio impiego migliore probabilmente è a lavorare sull’aziendale. Da domani dunque abbandonerò Infostrada per lavorare sull’altro ramo, quello della telefonia mobile, segnatamente per H3G meglio nota come 3. Chissà cosa cambierà. So solo che non vedo l’ora di poter dare il benservito a questo posto, non tanto per l’azienda o per la compagnia in sè, quanto perchè l’impiego è veramente quanto di più gramo possa esistere nei lavori non manuali…

Dicembre 9, 2007 Pubblicato da korenaar | Ricordi, Riflessioni, Vita di tutti i giorni | | Nessun Commento

Questione di coraggio

Ci sono momenti nella vita in cui si prendono decisioni che indirizzano il corso di tantissime cose. Questi momenti alle volte sono manifesti ed espliciti, e noi ne sentiamo tutto il peso addosso. In altri momenti invece non ci rendiamo conto neppure che una nostra mossa può influenzare in maniera determinante il nostro futuro.

Se c’è una cosa che ho imparato in questi ultimi mesi è che in qualsiasi caso bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro e prendere la strada che il nostro istinto e il nostro cuore, guidati anche dalla ragione, ci indicano. Questo a prescindere dalle difficoltà o meno che pensiamo potremmo trovarci di fronte. Andare contro questi inevitabili segnali interiori per la paura di seguire se stessi è spesso fonte di batoste enormi, batoste che in molti casi possono arrivare anche diverse settimane se non mesi dopo aver preso determinate direzioni sbagliate. Fortunatamente non parlo di me…ma scrivo sotto l’effetto del dispiacere per aver visto in questi mesi molti casi di persone non in grado di fare un’analisi di se stesse prendere delle decisioni avventate, sotto l’effetto di un terrore irrazionale, vittime di errori di ragionamento di cui sono coscienti ma che non trovano la forza di combattere.

Come dice il proverbio, “non ti curar di loro ma guarda e passa”, ma in alcuni casi si tratta di persone cui mi lega un certo affetto…ed essere spettatore di possibili gravi errori non mi rende certo esente dal dispiacermi riguardo possibili effetti negativi di atteggiamenti sopra descritti. Chiudo con un’esortazione: cercate sempre di avere la forza di seguire voi stessi. Nel marasma di voci che circolano nella nostra testa, dettate da insicurezze e paure, c’è sempre l’inconfondibile segno della strada giusta. Imboccatela. Perchè facendo una strada apparentemente più semplice e comoda non ci s’imbatte in meno problemi,anzi…probabilmente troverete anche meno forza per affrontarli.

Luglio 30, 2007 Pubblicato da korenaar | Riflessioni, Vita di tutti i giorni | | 2 Commenti

Il lamento dell’anima?

Cos’è non lo so. So che da qualche tempo a questa parte sto di nuovo pensando in prospettiva, non passa momento in cui io non impegni corpo e cervello in un qualcosa che costruisce una mattonella da piazzare chissà dove domani o dopodomani. Dedico me stesso allo studio di una materia abominevole con il solo scopo di avere qualcosa da dire mercoledì prossimo e strappare il pass per la tesi, nel tempo libero cancello qualsiasi preoccupazione per offrire un me stesso al 100% a chi passa del tempo con me. Provo a dare tutto il mio impegno in quello che faccio, a volte con successo, altre volte meno…ma di spirito la presenza c’è sempre. Tutto questo dovrebbe farmi sentire forte, reattivo, ci sono passato già ed in effetti in momenti del genere non c’è niente che ti preoccupi e la sera quando hai finito sei contento, vai a dormire tranquillo, fai sonni riposanti a prescindere dalla loro lunghezza. Hai un bioritmo preciso, quasi svizzero.

Per me non è così e francamente non capisco il perchè…C’è sempre a fine giornata quel sentore di qualcosa che non quadra, quel senso di profonda incompiutezza…come quando fai un bel lavoro cui manca il tocco di genio perchè sia perfetto. Il risultato è che non ho mai sonno se non quando fisiologicamente il corpo non può più reggere, quando sei addirittura troppo stanco per addormentarti, e passa sempre almeno un’ora buona prima che la stanchezza l’abbia vinta. E una volta che accade, al contrario…il senso di torpore non pare mai andar via. Il sonno è leggero, mi sveglio 5-6 volte a notte ad intervalli più o meno regolari, la mattina non trovo mai la forza di alzarmi ad un orario cristiano, e quando lo faccio ho sempre dormito almeno 10 ore, mi alzo rincoglionitissimo e nonostante tutto il sonno ho la forza di un parassita addosso. Lentamente riparto con le mie cose…ricarburo e torno al 100% dell’attività, salvo poi ritornare al punto di partenza a fine giornata, con quel senso d’incompiuto addosso che non va mai via nonostante tutti gli sforzi.

Se razionalmente tutto è eccezionalmente al suo posto, la spiegazione dev’essere tutt’altro che semplice da tirar fuori. Se io stesso non credo di potermi chiedere di più, perchè continuo a sentire che non è abbastanza? Dove posso sfruttare meglio me stesso? Cosa mi sto perdendo per strada di me stesso che non viene fuori e che è così importante al punto di farmi star male? Queste sono le domande che mi frullano in testa, e se qualcuno ha suggerimenti in proposito è strabenvenuto a postarne qualcuno.

Aprile 7, 2007 Pubblicato da korenaar | Riflessioni, Stream Of Consciousness | | Nessun Commento

Il caffè dallo Zio

No, non parlo dello ZioTack  :D

Lo Zio è il diminutivo di “Zio d’America”, ovvero il più grosso bar-ristorante-supermercato-”di tutto un pò” del mio quartiere, famoso in gran parte di Roma per i suoi aperitivi e appunto per la sua grandezza. Negli ultimi due-tre anni è stato a larghi tratti lo sfondo degli incontri con Antonio, un amico trapanese che viveva proprio dietro lo Zio e che avevo conosciuto (pensate un pò) entrando a far parte dello staff di Gamesclan. Nell’ultimo anno in particolare i nostri incontri si erano un pò diradati, complici i casini di entrambi e soprattutto l’uscita di entrambi dallo staff del suddetto sito. Capitava di tanto in tanto di organizzare al volo per un caffè e 4 passi per Via Ugo Ojetti, via commerciale in cui il bar risiede. L’ultima uscita vera e propria, se la memoria non fa cilecca, era stata nel mese di Dicembre.

Ieri ci siam sentiti in MSN dopo diverse settimane…Antonio è tornato a Trapani e a fine mese va a Londra a lavorare. Se va bene (glielo auguro) resta a viverci. Ha lasciato la casa a due passi dallo Zio (spesso sono andato a trovarlo) ed è “rimpatriato” in attesa della partenza. Spesso ci sono piccole cose che si danno per scontate, si ritengono inamovibili. Salvo poi scoprire che la vita va avanti per tutti, giustamente. Che le situazioni evolvono e che certi momenti non tornano. I caffè dallo Zio sono uno di quei momenti. Chissà mai quando e soprattutto SE Antonio tornerà mai in zona ad abitare, cosa succederà…chissà mai se per allora magari sarò io ad essermene andato da questa zona. Resta il fatto che quei caffè, quei 4 passi e quelle chiacchierate d’intervallo tra una tirata a far grafica (sua) e una tirata mia sui libri o sul PHP, sono destinate ormai ad essere solo un ricordo. Tempo che passa, vita che cambia. E come sempre in questi momenti di piccoli grandi cambiamenti è lecito sentirsi un pò persi. Almeno finchè non si scopre nella quotidianità che la nuova era la si sta già vivendo.

Aprile 5, 2007 Pubblicato da korenaar | Riflessioni, Vita di tutti i giorni | | 2 Commenti

Che il motore sia di nuovo acceso?

Come avete letto ultimamente si sono riavviate parecchie cosette che erano in sospeso da mesi…e come avete letto sorgono a volte delle problematiche cui io in primis stento a credere per quanto siano assurde, e soprattutto che hanno la capacità di deviare le energie che spenderei per fare ciò che devo verso dei nervosismi che in alcuni casi non hanno confini.

Il fantomatico libro deve ancora saltar fuori dai meandri bui di chissà quale angolo di casa…fatto sta che sono passati 3 giorni a vuoto e l’11 Aprile si avvicina…mi toccherà ricomprarlo alla fine, e anche di corsa…

Il sito di mio papà resta una barzelletta: per la terza volta gli ho dato indicazioni su come dovevano essere le immagini, e per la terza volta mi sono state uppate delle immagini che non vanno per niente bene come dimensioni in pixel, tantomeno come peso in kb. Va a finire che giocoforza rinvierò ancora, perchè l’unico modo che ho per non dover ridimensionare circa 600 immagini in due dimensioni diverse sarà quello di programmare un pannellino con le librerie di PHP perchè sia il pc stesso con un’unica operazione di inserimento a fare tutto il lavoro. Quello che mi manca al momento è il tempo e la testa giusta per scrivere un applet del genere, anche perchè dovrò farla da zero di mio pugno…

La cosa che mi conforta è che sono nervoso, non sto bene affatto moralmente…ma nonostante questo intravedo comunque qualcosa in lontananza. Come se per qualche motivo fossi riuscito a prendere un’onda che in qualche modo stia cominciando a sospingermi verso l’obiettivo. E’ ancora presto per poterlo dire…ma qualche segnale nel mio modo di vivere il periodo sto cominciando a vederlo. E’ dura…e la fortuna per il momento non mi sta aiutando. Ma siamo in pista.

Marzo 21, 2007 Pubblicato da korenaar | Riflessioni | | 1 Commento

Vortice - Full Circle

Non più di 3 giorni fa annunciavo un periodo di riflessione lontano da questo blog. Ho in realtà compreso che isolarmi del tutto e precludermi dalla scrittura e dall’espressività che questo spazio mi consente di avere non è certamente la via migliore per risolvere le cose. Scrivere qui quello che mi viene in mente non è tanto un modo per comunicare qualcosa a chi legge, quanto un mio modo per fissare delle idee…per salvare da qualche parte i pensieri e poterli rileggere. Come se fosse il classico diario che una volta i nostri progenitori compilavano a lume di candela e con la piuma d’oca. Cambiano i tempi e le forme, ma evidentemente non cambiano le tendenze ed i bisogni delle persone.

Il vortice del titolo…si riferisce ad un circolo vizioso di pensiero e di sensazioni in cui mi sono calato giorno per giorno da qualche tempo a questa parte. La mente in certi casi è in grado di smettere di vedere cose che in realtà sono perfettamente visibili. Questo è quello che è successo a me, e l’essermene reso conto è un primo passo verso un cambiamento che deve avvenire in primis in me stesso. In fondo la nostra vita è spesso proiezione di quello che noi stessi muoviamo attorno con il nostro vivere quotidiano e con il nostro agire in funzione di un modo di pensare. Il mio personale modo di pensare dell’ultimo periodo è stato influenzato da un grosso immaginario cartello “strada senza uscita” che mi ha precluso sinora la visuale di quello che c’era oltre. Il voltare pagina non serve a niente se poi non si ricomincia a scrivere. Ecco. Io ho voltato pagina ma non ho ancora scritto neanche una parola. Ho preferito chiudermi a contemplare i cocci degli ultimi due anni, intristirmi sulla fatica e la lena spesa inutilmente su progetti di studio e di lavoro infranti dalla contingenza del periodo, pensare che fosse troppo difficile riprendere in mano i cocci di quanto accaduto e provare a cavare qualcosa di utile. Lo smacco morale di veder sfumare queste cose ha preso il sopravvento, ed il solo pensiero di rituffarmi con forza nell’impegno di riprendere in mano gli studi da dove erano stati interrotti per colpe lontane da me ha sempre causato un enorme rifiuto a muovere un dito in un contesto sputtanato nella credibilità e anche nell’appeal che questo aveva sempre avuto su di me (come lo studiare con profitto anche materie che fondamentalmente odiavo e non reputavo utile al mio percorso). Altre contingenze, personali e non, hanno fatto il resto. Insomma…dopo aver fatto crollare tutto quello che non si reggeva più in piedi, pare giunto il momento di concentrare le forze e ripartire. Sarà un grosso impegno ed una grossa fatica…ma sono anche cosciente del fatto che mi bastano spesso pochi veri segnali per ricaricare l’ entusiasmo che sinora è mancato all’appello.

Vi lascio con questa perla di video, un estratto dei 24 minuti della monumentale “Octavarium” dei Dream Theater chiamato “Full Circle”. Parla proprio di questo….dei circoli viziosi mentali in cui spesso si tende a cadere che causano poi anche dei veri e proprio circoli viziosi nelle situazioni quotidiane che ci troviamo ad affrontare. Il tutto all’insegna di un prog a tratti delirante ma semplicemente magnifico. Trovo particolamente mio il crescendo nel finale e l’urlo liberatorio…Enjoy!

sailing on the seven seize the day tripper diem’s ready
jack the ripper owens wilson phillips and my supper’s ready
lucy in the sky with diamond daves not here I come to save the
day for nightmare cinema show me the way to get back home
again

[Running forward
Falling back]
Spinning round and round
[Looking outward
Reaching in]
Scream without a sound

[Leaning over
Crawling up]
Stumbling all around
[Losing my place
Only to]
Find I’ve come full circle

flying off the handle with careful with
that axe eugene gene the dance machine
messiah light my fire gabba gabba
hey hey my my generation’s home
again

[Running forward
Falling back]
Spinning round and round
[Looking outward
Reaching in]
Scream without a sound

[Leaning over
Crawling up]
Stumbling all around
[Losing my place
Only to]
Find I’ve come full circle

IV. Intervals (18:28-19:56) Lyrics by Mike Portnoy

[Root]
Our deadly sins feel his mortal wrath
Remove all obstacles from our path

[Second]
Asking questions
Search for clues
The answer’s been right in front of you

[Third]
We try to break through
Long to connect
Fall on deaf ears with failed muted breath

[Fourth]
Loyalty, trust, faith and desire
Carries love through each darkest fire

[Fifth]
Tortured insanity
A smothering hell
Try to escape but to no avail

[Sixth]
The calls of admirers
Who claim they adore
Drain all your lifeblood while begging for more

[Seventh]
Innocent victims for merciless crimes
Fall prey to some madman’s for impulsive designs

[Octave]
Step after step
We try controlling our fate
When we finally start living it’s become to late

Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium

Gennaio 25, 2007 Pubblicato da korenaar | Musica, Riflessioni, Video | | 1 Commento

Quando le parole non bastano…

Ormai l’ho capito. Devo togliermi la grande presunzione che parole e fatti siano in grado di convincere le persone perchè non è così. Ho capito che ogni persona ha bisogno di arrivare a capire le cose per conto proprio e con i suoi tempi…parlare è utile, indubbiamente. Il parlare ad una persona può esserle utile per svelarle in anticipo il risultato di un percorso mentale. Ma presumevo che questo potesse essere il metodo finale anche per indicare una via ed ormai ho capito che sbagliavo. La realtà dice che ognuno deve trovare il suo percorso per giungere a destinazione, e che per quante indicazioni, consigli e certezze si possano dare, i tempi non si accorciano nè si facilita un cammino. Le parole possono servire a rincuorare sul momento, ma è la stessa anima che deve evidentemente agganciare i concetti e farli propri. E su questo processo non c’è aiuto possibile dall’esterno da parte di nessuno. Lo avevo già sperimentato decine di volte su di me, molte volte mi era capitato di non saper ascoltare le dritte giuste e di riconoscerle come tali solo quando ero stato io stesso di mia iniziativa a trovare il percorso giusto…ma dall’alto del mio credermi una persona sopra le righe pensavo di poter essere un’incredibile eccezione e di poter realmente incidere a tal punto da guidare una reazione accelerata alle cose. Laddove si presume la vita colpisce sempre con tutta la forza che ha per riportare il presuntuoso alla realtà dei fatti…

E così è stato…sebbene questa cosa mi abbia permesso di vivere momenti che altrimenti non avrei mai immaginato di vivere (e probabilmente abbia facilitato anche determinati processi personali miei di cui parlavo nell’ultimo post testuale di due giorni fa), ora è forse arrivato il momento che io metta una pietra sopra definitiva a questo periodo, che lo archivi fra le cose belle da non ripetere, che selezioni i ricordi da tenere (tra cui un vagone tra sms e cose varie) e che mi porga mentalmente su una realtà che sia più prossima a me. Sarà durissima, come al solito…zoppicherò come sempre, sanguinerò….del resto non potrebbe essere altrimenti. Ma il tempo e la costanza mi aiuteranno a seppellire tutto.

I problemi non finiscono mai purtroppo, ma finchè si può agire su di essi non sono insormontabili. Mi auguro che lo facciate sempre anche voi che mi leggete e, laddove non sia così, che iniziate a farlo. Per voi stessi e per chi vi sta intorno. Nel mio piccolo proverò a cominciare….anche se un conto era sradicare qualcosa dalla testa, un conto è strappar via da dentro se stessi un qualcosa che avevo cullato e accarezzato.

Vi lascio con il consueto video: “Never Enough” dai miei Dream Theater. Un brano bello lanciato con varie eco allo stile dei Muse e come al solito perfettamente in tema… Enjoy….

Edit: giusto per aggiungere una cosa…da oggi e per un pò il blog chiude. Ho scritto e postato molto ultimamente, e francamente non ho voglia di diventare stucchevole. Torneranno senz’altro periodi più favorevoli e meno pesanti…al momento tornerei troppo spesso sugli stessi argomenti e sensazioni, i post degli ultimi giorni sono lo specchio perfetto di questa tendenza che si è già manifestata. A presto…

Gennaio 21, 2007 Pubblicato da korenaar | Musica, Riflessioni, Video | | Nessun Commento