Sembra la classica storia di gangsters e bande, con raggiri, trappole, giochetti e assassini. Ed in parte il film rispetta queste attese, ma lo fa in modo originale dando ampio spazio ad una comicità e ad un umorismo tipico della commedia all’inglese, con dialoghi assurdi e sottintesi divertenti. E’ in questo clima che Slevin viene scambiato per un’altra persona e viene incastrato tra i giochi loschi di due bande un tempo alleate che ora invece si contrastano attorno a due grattacieli di New York situati uno di fronte all’altro.
Con Lucy Liu nella doppia veste di compagna di Slevin e di medico legale nella polizia (ruolo che solo marginalmente rende ambigua la sua posizione nella trama), il film lascia sottindere tanti fatti e situazioni che il finale esplicativo invece ribalta, lasciando addirittura spazio ad una trama da film quasi drammatico. Grazie alla consueta ottima interpretazione di Morgan Freeman e del classico criptico Bruce Willis, oltre alla recitazione di Josh Hartnett (già ammirato in quel capolavoro di film che risponde al nome di Sin City) nei panni del protagonista il film risulta divertente e leggero, godibile senza eccessivo impegno e come detto all’insegna di un sottile umorismo che ne pervade i tre quarti buoni dello sviluppo. Insomma un thriller satirico a sfondo drammatico che però non lascia eccessivo spazio a magoni e a dispiaceri. Un esperimento molto interessante diretto da Paul McGuigan e interpretato da un cast di eccezione.
Settembre 14, 2006
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korenaar |
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Ho amato da morire Silent Hill versione PlayStation, uscito nel 1999 sotto targa Konami. Ieri è uscito il film, e da buon fan mi sono precipitato al cinema ieri sera stesso per vedere la trasposizione di una delle più belle trame mai concepite in un survival horror.
Non era compito facile riproporre la tensione che percorre ogni singolo movimento nel videogame, non era certamente semplice recuperare i colpi teatrali messi a segno dall’improvvisa interruzione dell’interazione e dall’avvio di un filmato esplicativo che contraddistinguevano di tanto in tanto il gameplay. E devo dire che per certi versi questo film ci riesce, per altri versi ancora invece la magia è rotta dalla palese “sola” ispirazione alla trama videoludica da cui trae spunto il film. Devo dire che uno dei primi fattori colpevoli di rompere la magia è la localizzazione del film. Cheryl, la bambina, si trasforma misteriosamente in Sharon. Harry Mason, papà della bambina e misteriosamente relegato al ruolo di comprimario in favore di una moglie che nel gioco non esiste, diventa Chris da Silva. Il ruolo attivissimo del protagonista ludico diventa paradossalmente passivo nel film, dove Rose, la mamma di Cheryl (è più forte di me, perdonatemi, Sharon non si può sentire come nome…) pare più in balia degli eventi che le capitino attorno più che reale prim’attrice di una vicenda che non comprende. I luoghi stessi…si, si rifanno molto a Silent Hill, ma viene a mancare (a parte un passaggio messo più per caso secondo me che per reale necessita) l’elemento centrale che causava tensione nel gioco: le continue interferenze causate dai mostri in avvicinamento in una radiolina che nel gioco veniva trovata praticamente all’inizio (e che nel film si trasforma ovviamente in un cellulare). E se Silent Hill ludico vedeva la trama spiegarsi “pagina dopo pagina” con il proseguire del gioco stesso, in questo Silent Hill film, a parte il nucleo centrale della vicenda, c’è già qualche caratterizzazione di troppo imposta dalla necessità di creare un plot che destasse attenzione. Viene così a mancare per buona parte l’elemento-sorpresa, è tutto quasi troppo spiegato, tranne alcuni particolari centrali della storia che rimangono misteriosamente oscuri (e che io ho ricavato appunto per averlo videogiocato, nonostante le due trame siano fondamentalmente differenti). Insomma…alla fine di tutto per chi non conosce il gioco il film sarà sicuramente apprezzabile, purtroppo da amante incorreggibile del primo capitolo di Silent Hill c’è un pò di amaro in bocca…ma alla fine vi consiglio comunque di andarlo a vedere perchè è senz’altro migliore di diversi altri film usciti ultimamente (uno a caso…”Il Custode”) ed in qualche modo, seppur mistificando una trama preesistente, trova giusto motivo di esistenza e di apprezzabilità.
Luglio 8, 2006
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korenaar |
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