The door is wide open
Di nuovo sabato, il Ferragosto alle porte e una città talmente vuota e silente che fa paura. Mille cose da dire e da scrivere tra pensieri, sensazioni, sogni, volontà irrealizzabili e incertezze di vario tipo nella sfera più intima e personale. Ma anche un segnale di stop ed un muro che per me non esisterebbe ma che per tanti versi non sta a me tirare giù.
La sensazione di una volontà latente che non si concretizza c’è…ma dall’altro lato, restando al pratico, non c’è niente che materializzi effettivamente il pensiero ai miei occhi. Posso tenere aperta una porta, non creare una scala per l’eventualità lontana che ci sia un dislivello troppo alto (e illusorio) davanti a questa porta. Lo impedisce qualsiasi aspetto, in primis il fatto che forse dietro questa porta non c’è nessuno.
E in ultimo il fatto che se l’attraverso io e se trovo veramente qualcuno, questo alla lunga non servirà a fare in modo che quel qualcuno varchi la soglia con me. Ci vuole la volontà manifesta, questo sempre, e in particolare a questo punto. di chi è (forse) lì dietro fermo ad aspettare una cima per scalare quella che sembra essere (ma non lo è) una montagna. E la volontà di camminare tanto perchè da questa parte si corre.
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