E comincia a piovere…
Ci sono delle volte nella vita in cui niente sembra in mano tua…sono quei momenti in cui aldilà delle intenzioni, aldilà dei segnali e dei momenti di esaltazione, dei momenti felici in cui senti che non potresti chiedere altro che quello che ti sta succedendo, misteriosamente una nuvoletta diventa un cumulo scuro che copre il sereno che avevi fino a due istanti prima…si gonfia, si allarga, comincia a tuonare e spazza via tutto con un temporale senza precedenti…serenità, sorriso, tranquillità e contentezza spariscono di botto…e ci si ritrova lì a chiedersi come e perchè gli assaggi consistenti di una felicità duratura che a tratti pare a portata di mano debbano sempre finire in quel sapore amaro di illusione e di incredulità cui le cose prima o dopo ti portano.
E cerchi un motivo…ripercorri quanto avviene, provi a capire dove hai sbagliato e perchè, ti chiedi perchè tra le maglie di una perfezione tale si debba sempre alla fine annidare quel particolare contro cui non puoi far nulla e che riporta le cose ad uno stato primordiale di vuoto. Ti fai domande…le cui risposte non è dato sapere fino in fondo. L’unica risposta che ti arriva sono le tue sensazioni…inebrianti e sempre più forti quando tutto gira, ed inevitabilmente più dure da sostenere quando arriva la tempesta.
Ti resta di fondo l’impossibilità di interrompere quella magia…perchè romperla significherebbe staccarsi da qualcosa che, se reso duraturo, ti porteresti fino alla tomba perchè oltre quello non avresti da chiedere. Dall’altro lato sai che quella stessa magia ha il potere di spazzarti via in un secondo, di toglierti il respiro tutto insieme, di stringerti in uno stato d’impotenza tale da renderti inerme, di chiuderti la bocca dello stomaco e di darti tanto di quel dispiacere da non sapere più dove metterlo. Ti butta giù…tra la mancanza di quanto di bello hai appena vissuto…e la totale consapevolezza che non sei da solo a masticare amaro. E vorresti eliminarlo quel quid che esce fuori…è una nota stonata che non fa parte di questo spartito ma semmai di uno spartito che hai smesso di suonare in maniera giusta e consapevole. Si…una nota stonata. Fuori scala…che non hai in mente…che tu non suoni ma che risuona all’improvviso al di fuori della tua volontà. E comincia a piovere…
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Un grazie al lettore numero settemila ancor prima che arrivi a questo scritto
da quanto nn mi perdevo tra le tue pagine…
così intensamente.
Oggi che anch’io sono così zuppa di pioggia!
facciamo che chi trova prima l’ombrello, da riparo anche all’altro!
un bacio
Però, come si diceva in un “vecchio” film…
Se hai bisogno di scaricarti, perché non ti “prendi una pausa” dal tuo mondo e ti fai un viaggetto [al freddo Nord o nel profondo Sud] , in modo da mettere ordine nei pensieri?
Se vuoi ti ospitiamo quassù
Vedi Franz…il problema grosso è che io un ordine nella testa ce l’ho ben preciso, non ho casini in quel senso. Il caos sorge fuori…dove purtroppo il grosso dipende da me solo in parte. Dovrei essere più forte di quello che avviene lo so…ma non è sempre facile e tu forse lo sai anche meglio di me. Non dispero che un giorno tutto si sistemi come auspico, anzi…ne continuo ad essere sicuro. Resta il fatto che in determinati momenti è davvero dura, Stringo i denti…e vado avanti. Arriverà tutto al momento giusto. Un saluto!
Bravo… bisogna andare avanti: si guarda indietro solo per capire cosa migliorare di sè.